O Sonno, Cipriano de Rore

CIPRIANO DE RORE

Madrigali e Mottetti

(nel 500esimo anniversario della nascita)

 

 

L'impatto che Cipriano de Rore ha avuto sui suoi contemporanei e sulle generazioni successive, oggi non è facilmente immaginabile. De Rore è "il divino Cipriano", un appellativo che traduce chiaramente la stima di cui gode, un tributo che all'epoca non si elargisce con leggerezza.

 

La sua musica continua ad essere publicata per decenni oltre i confini della sua vita terrena: Phalèse (1573) e Gardano (1595) realizzano l'integrale dei suoi mottetti; una straordinaria edizione di tutti i suoi madrigali a quattro voci vede la luce nel 1577 e nel 1590 ne appare una ristampa. Sfilze di compositori si acclamano suoi discepli e nell'opera di tutti i polifonisti  più significativi del XVI sec.  (Luca Marenzio, Giaches de Wert, Luzzasco Luzzaschi, Orlando di Lasso, etc.) è facile trovare il suo segno.

 

Rore è il padre di quella "generazione di compositori inquieti,  malinconici e  geniali, i quali, forti di una nuova farmacopea musicale,  moltiplicano per dieci le virtù efficaci di tutti gli ingredienti della  scrittura musicale: dissonanza, modulazioni devianti, false relazioni, vertigini cromatiche. Tutto  è permesso in nome dell'espressione del  testo poetico" (B. Boccadoro).